Questa è un'altra bella storia che ci vede coinvolti!

Parliamo di una richiesta che il Centro Studi ha raccolto dal mondo scout lombardo, riguardando in ultima analisi l'Agesci Regione Lombardia. Le relazioni tra scautismo e Riccardo Massa sono evidenti fin nella sua biografia e le nostre relazioni col mondo scout a più livelli continuano.

Questa volta è stato l'Ente Educativo Andrea Ghetti a chiederci una ricerca sullo scoutismo alla quale abbiamo aderito con entusiasmo, generando una proposta di ricerca che riguarda il passaggio di competenze da Capo a Capo, di generazione in generazione, dagli anni settanta del secolo scorso ad oggi. L'Agesci è una realtà di volontariato educativo che vanta del resto una continuità nel tempo singolare dal momento che si è celebrato pochi anni fa il centenario dello scoutismo! Non sono effettivamente molte le realtà educative che possono consentire  un'analisi come questa...

Il 3 novembre u.s. abbiamo presentato agli studenti frequentanti il secondo anno della Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche dell'Università degli Studi di Milano Bicocca, questa opportunità: poter svolgere il loro Tirocinio Formativo presso il Centro Studi Riccardo Massa, impegnandosi in questa ricerca. Un'occasione per conoscere lo scautismo da un lato e per imparare la ricerca pedagogica seguendo la traccia di numerose ricerche generate da Riccardo Massa, traccia che il Centro sta cercando di proseguire

Sarà una ricerca sul campo, con interviste semistrutturate e con la raccolta di episodi significativi, con l'obiettivo di comprendere come si formano le competenze educative in una proposta che ha fatto del Metodo Educativo il suo perno.

Chiunque fosse interessato a partecipare alla ricerca può mettersi in contatto direttamente con il referente del Centro scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (in oggetto "RicercaScout")

 

La ricerca tematica, condotta secondo i presupposti teorici e la metodologia della Clinica della Formazione, offre la possibilità di sviluppare una conoscenza di tipo qualitativo sui fenomeni educativi e formativi, senza eluderne la complessità e le ambiguità. L’ancoraggio alla realtà concreta genera una conoscenza situata, in grado di sollevare questioni o problematiche e di indicare potenziali elementi di riflessione e di cambiamento.
La Clinica della Formazione si colloca nell’ambito qualitativo della ricerca pedagogica: non ha pretese di esaustività né di oggettività, ma di rilevazione e di approfondimento di fenomeni significativi dal punto di vista pedagogico. Tale stile di ricerca fa emergere le strutture latenti dell’esperienza formativa: quegli aspetti spesso non visibili che producono reali effetti formativi.
La ricerca tematica in Clinica della Formazione studia situazioni, processi, dispositivi educativi e formativi, per sollevare questioni, porre interrogativi, assumere un atteggiamento critico in merito ad essi e poter individuare strategie di cambiamento effettivamente percorribili.
I soggetti coinvolti nella ricerca tematica hanno il ruolo di testimoni privilegiati in quanto direttamente o indirettamente coinvolti nelle situazioni oggetto di ricerca: la loro partecipazione è essenziale in quanto essi forniscono il materiale narrativo ed esperienziale a partire da cui costruire una conoscenza clinica del fenomeno formativo. In una ricerca tematica clinica non si tratta di comprendere cosa si celi dietro a comportamenti individuali, ma di valorizzare i contributi individuali per comprendere come si costruiscono significati e vissuti condivisi in grado di costituire la specifica qualità pedagogica del fenomeno indagato. Il ruolo del gruppo di ricerca è essenziale nel garantire l’efficacia della metodologia e per la validità dello stesso processo di ricerca.
La metodologia di ricerca
La dimensione qualitativa
La Clinica della Formazione fa propri gli strumenti di indagine fondamentali della ricerca qualitativa, quali l’osservazione partecipante, le interviste o i colloqui in profondità, l’istituzione di gruppi di ricerca. Ciò che la distingue da altre tipologie di ricerca qualitative è inerente ai criteri di progettazione e di allestimento degli strumenti, come pure alle modalità di lettura, interpretazione e elaborazione dei dati, il cui forte riferimento è dato da un setting specifico, dai suoi vincoli e dalle regole.
Il setting della Clinica della Formazione
Perché il processo di ricerca sia garantito, è indispensabile predisporre un setting, da osservare in ogni suo passaggio. La sua presenza è indispensabile sia qualora si istituisca effettivamente un gruppo di ricerca tematica, sia qualora si effettuino solamente interviste in profondità piuttosto che osservazioni partecipanti, o si lavori su materiale documentato in altre occasioni.
Ricerca-formazione: Obiettivi specifici
Individuazione di latenze, rappresentazioni e modelli pedagogici impliciti in pratiche professionali educative e formative, con la finalità di promuovere effetti di ricaduta autoformativa sui soggetti coinvolti (ripensamento del proprio stile educativo e formativo, problematizzazione delle metodologie, degli strumenti e delle competenze educative solitamente utilizzate, problematizzazione dell’appartenenza ai contesti educativi e formativi)
Le attività di Ricerca e di Formazione vogliono essere l’officina della Clinica della Formazione, una pratica di ricerca, di consulenza e di supervisione volta a esplicitare le dimensioni latenti dell’esperienza educativa e formativa, in qualunque età della vita e in qualsiasi contesto organizzativo.
L’attività del Centro di Ricerca e Formazione sarà quindi volta all’organizzazione, programmazione e realizzazione di:
  • ricerche sui temi dell’educazione e della formazione, collocate nell’ambito dell’indagine critica e qualitativa all’interno del più ampio orizzonte culturale delle scienze umane e condotte secondo i presupposti teorici e la metodologia della Clinica della Formazione;
  • corsi di formazione, perfezionamento, specializzazione clinica per operatori sociali, educatori professionali, coordinatori di servizi socio-educativi, assistenti sociali, formatori, insegnanti, infermieri, psicologi e tutte le figure coinvolte nella pratica educativa e formativa;
  • percorsi di supervisione clinica per operatori sociali, educatori professionali, coordinatori di servizi socio-educativi, assistenti sociali, formatori, insegnanti, infermieri, psicologi e tutte le figure coinvolte nella pratica educativa;
  • percorsi di consulenza pedagogico-clinica rivolti alle varie agenzie educative (Enti Pubblici, Cooperative Sociali, Istituti Scolastici e soggetti territoriali) che hanno necessità di affrontare e risolvere problematiche inerenti la progettazione, la formazione, la supervisione e la ricerca educativa.

 

News

  Si é concluso oggi, 6 luglio, nell'austera cornice di Villa di Breme Forno, sede "staccata" del campus Bicocca, la terza edizione del Master PROFESSIONE EDUCATORECompetenze cliniche per progettare...

17 aprile 2018, un'occasione per celebrare degnamente l'aniversario l'incontro il programma della giornata l'esito in testo di tanta ricerca      

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