(a cura di Francesco Cappa)
La scomparsa di Riccardo Massa ha lasciato sgomenti e ha destato grande impressione nel mondo accademico e culturale del nostro paese. La grande eco, nel mondo pedagogico ma non solo, suscitata dall''improvvisa, prematura scomparsa, a cinquantaquattro anni, di Riccardo (all''alba del 1 Gennaio di quest''anno, che usava indicare con tre zero, funesta autoprofezia di un impossibile inizio), si spiega nel ricordo dell''uomo, oltre che dello studioso, del pedagogista o del filosofo dell''educazione. Fu, infatti, infaticabile organizzatore di eventi culturali che hanno contribuito a dare al dibattito sulla scuola, sui servizi educativi, sul ruolo della pedagogia e della formazione, uno spessore teoretico e una originalità intellettuale oltremodo preziosi per il dibattito nazionale, e, in particolare, milanese. In una intensissima attività di ricerca, ha rinnovato linguaggio, introdotto declinazioni critiche inusuali conferendo dignità scientifica a non pochi ambiti, ai margini o da sempre trascurati, dell’educazione.